E’ vero. Non ho voluto vedere questa persona per due anni perché sebbene mi piacesse tantissimo ed avessi completamente perso il cervello per lui sapevo che il suo lavoro, il suo stile di vita lo portava ad essere molto lontano da me. Io che avrei voluto una situazione stabile, tranquilla, lui che sebbene avesse già un’età in cui molti coetanei avevano moglie e prole se ne andava in giro per locali ad organizzare eventi e feste circondato sempre da squinzette struscianti ed adoranti, perché va detto é un bel ragazzo. Se volevo andare avanti con la mia vita dovevo chiudere e per bene. Non frequentare più i suoi posti insomma, il che non é facile in una città come questa.
Poi é arrivato il Signor Ghiaccio Bollente e lui é stato solo un ricordo, bello, ma passato. Fino alla sera del mio compleanno, la scorsa estate. Raduno un ristretto cerchio di amici: S. come Samantha, i due amici gay, un terzo etero, e P., che aveva ancora gli occhi sognanti per un amore veloce consumato a Santo Domingo.
S.come Samantha mi fa:”ehi hai visto chi c’é?” ed io che non vedo da qui a lì le rispondo di no. Mi volto e come un film me lo vedo che si avvicina e mi bacia. A questo punto sarei dovuta collassare, quanto meno avere un’aritmia atipica, un sobbalzo al cuore, ma niente. Mi faceva piacere ovviamente rivedere il suo volto, il suo sorriso aperto, i suoi denti bianchissimi e perfetti, e mi faceva piacere vederlo cambiato. S come Samantha mi fa:”Avresti dovuto vedere la sua faccia quando salivi le scale: é rimasto letteralmente a bocca aperta. Sarebbe stato carino fare una foto ed appiccicarla per tutta la città!”. A S. come Samantha non é mai piaciuto e non perdeva occasioni per prenderlo in giro.
Ora, a distanza di qualche mese, domani ci ritroveremo. Questa volta molto consapevolmente e volutamente.